Berrettini positivo al Covid, il sogno Wimbledon svanisce

C’era grande attesa per il suo esordio. Matteo Berrettini, finalista 2021 e vincitore dei due tornei preparatori, era il secondo favorito del seeding, per taluni nemmeno così dietro a Novak Djokovic. Ad impedirgli di tradurre in atto le proprie bellicose intenzioni è arrivata la positività al Covid, ennesima tegola di una stagione che sta mettendo a dura prova la pazienza e la forza d’animo del tennista romano. Niente Garin, niente campo centrale di Wimbledon, con annessa la magia di una centenaria tradizione.

È ancora tempo d’inghiottire un boccone amaro, l’ennesimo di un percorso irto di contrarietà, avviatosi con l’infortunio alle Finals e proseguito con la ricaduta e poi con l’operazione alla mano destra. Sembrava tutto rinchiuso nel cassetto dei ricordi amari, ma ora questa positività cancella un sogno che aveva contorni molto concreti, viste le recenti prestazioni sull’erba di Matteo. Si rialzerà, come ha sempre saputo fare, ma l’amarezza è tanta.

A regalare un sorriso all’Italia del tennis ci ha pensato Lorenzo Sonego, che al termine di un match dai buoni contenuti ha superato al quinto set l’americano Kudla. Il torinese si è preso così la rivincita sullo statunitense, che lo aveva battuto negli ultimi due precedenti, ed ha finalmente dato confortanti segnali di ripresa anche sul piano del gioco. Ha sognato per un set e mezzo Jasmine Paolini, che degli 11 azzurri era quella con il compito più arduo. Opposta alla Kvitova, ha vinto con un netto 6/2 il primo set, complice anche qualche errore di troppo della ceca. Partita in equilibrio nel secondo parziale, che però l’ex numero due del mondo è riuscita a portare dalla propria parte con alcune giocate rischiose ma efficaci. Poca storia nel terzo set, controllato in modo autorevole dalla tennista di Bilovec.

Grande delusione per Camila Giorgi, costretta alla resa da una tenace ma non irresistibile Frech. L’esito negativo del tiebreak si è rivelato un macigno per le speranze della marchigiana, che nel secondo set non ha mai trovato le giuste sensazioni, finendo travolta da un clamoroso 6/1. Non ha demeritato, ma ha comunque salutato l’erba londinese, Lorenzo Musetti, opposto a un Fritz particolarmente convinto dei propri mezzi. Il toscano ha cercato di adattare il suo tennis alle esigenze della superficie ed è riuscito in parte nello scopo.

Ha però pagato a caro prezzo ogni piccolo passaggio a vuoto, perché il Fritz attuale è un giocatore spietato, che colpisce in modo chirurgico quando ne ha la possibilità. Il contingente azzurro si è così drasticamente assottigliato: sono soltanto tre gli italiani al secondo turno. Ha lasciato il torneo prematuramente anche Aliassime, sicuramente sfortunato nel sorteggio, che gli ha messo di fronte i centimetri e la perizia nel gioco a rete di Maxime Cressy, l’ultimo paladino del “batti e scendi”. Il francese ha vinto in 4 set un match di buonissimo livello. Disco rosso anche per Serena Williams, che è arrivata davvero a un passo dal successo, ma poi si è arresa al tiebreak lungo del terzo set alla coriacea francese di origine orientale Tan. Poco mobile e con un dritto a corrente alternata, la statunitense ha lottato con tutte le proprie forze, ma il tempo è implacabile anche con le regine.

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